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spese-militari-1989-2015

Pechino è passata da una spesa di 20,2 miliardi di dollari del 1989 ai 214,4 del 2015

Il grafico mostra le spese militari di Stati Uniti d’America e Cina, misurate in milioni dollari e calcolate ai prezzi 2014, negli anni dal 1989 al 2015.

La spesa militare americana

Come si vede, la spesa militare americana ha avuto un andamento irregolare: ha toccato il minimo di 398.332 milioni di dollari nel 1998, è risalita gradualmente fino a 757.992 milioni nel 2010 e poi è scesa di nuovo dopo il progressivo ritiro delle truppe americane dall’Iraq, durante la presidenza di Barack Obama, arrivando a 595.472 nel 2015.
Le spese militari della Cina sono nettamente inferiori, ma si sono più che decuplicate: dai 20.211 milioni di dollari del 1989 ai 214.485 milioni del 2015. Per un confronto: nel 1989 le spese militari dell’Italia erano 37.954 milioni di dollari, superiori a quelle della Cina, mentre nel 2015 abbiamo speso 28.459 milioni.

Il pericoloso binomio

La Cina è la più grande potenza economica del mondo, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale del 2014: produce da sola il 17%  del Pil mondiale, gli Stati Uniti sono secondi, con il 16%. Le economie di queste due grandi potenze sono interdipendenti sotto molti aspetti. Le importazioni di prodotti cinesi negli Usa si sono quintuplicate tra il 2000 e il 2015, mentre per gli Stati Uniti la Repubblica Popolare è il terzo mercato d’esportazione dato che nel 2014 ha acquistato beni made in Usa per 124 miliardi di dollari.
Il Congresso degli Stati Uniti ha commissionato al Ministero della Difesa un apposito studio sulla potenza militare cinese. Ne emerge, tra l’altro, che la Cina ha una flotta di aerei e navi inferiore solo a quella degli Usa, ma non ha abbastanza navi da rifornimento da poter sostenere una guerra convenzionale a lungo raggio. Ha tuttavia armi nucleari sufficienti a sferrare un attacco devastante contro qualsiasi Paese nemico, anche se ha sempre dichiarato che non le userebbe mai per prima.

La Cina ha la presidenza del G20 per il 2016

Complessivamente, la Repubblica Popolare sembra più interessata ad affermarsi come potenza continentale in Asia, in competizione con l’India, piuttosto che come potenza mondialePer ora sembra che preferisca influenzare organismi multilaterali come il G20, che riunisce i 20 Paesi che, nel loro insieme, rappresentano quasi il 90% del Pil mondiale, piuttosto che entrare in competizione diretta con gli Stati Uniti, come potenza militare.

I dati si riferiscono al periodo 1989-2015

Fonte: Stockholm International Peace Research Institute

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