In Terrorismo

In 27 Paesi Ue ci sono 96 programmi per aiutare i migranti a rimpatriare. Funzionano?

Lo sforzo dei Paesi europei nei confronti degli immigrati non consiste solo nella loro integrazione in Occidente, ma anche quello di incentivare il loro ritorno nei Paesi di origine.

Come funziona il rimpatrio

Il Parlamento europeo ha contato non meno di 96 programmi specifici nei 27 Paesi europei europei che puntano esattamente a questo: aiutare i migranti che sono arrivati in Europa a tornare indietro. Il grafico sopra mostra i risultati di questi programmi, cioè quante persone arrivate in Europa hanno deciso di rientrare.

Questi programmi intervengono prima che all’immigrato scada il permesso di soggiorno, perché dopo questa data il rimpatrio è, teoricamente, obbligatorio, cioè forzoso. In realtà sono molto pochi coloro che accettano l’obbligo di uscire dall’Europa, tanto è vero che nel Continente ci sono non meno di 2 milioni di persone delle quali non si conosce praticamente nulla tranne, a volte, il nome: sono proprio migranti che hanno fatto perdere le loro tracce dopo che è scaduto il permesso di soggiorno e che sono formalmente espulse.

Il rimpatrio volontario

I 96 programmi di rimpatrio volontario servono appunto per  non arrivare a questo punto e prevenire la clandestinità. Una buona parte dei programmi si rivolgono in modo particolare a categorie di persone particolarmente vulnerabili come, per esempio, i minori non accompagnati, spesso vittime del traffico di persone, che vengono assistiti sia nell’uscita dal Continente sia una volta rientrati nel Paese di origine. Altri si rivolgono a persone con particolari esigenze mediche. Il rimpatrio degli immigrati avviene spesso con l’assistenza dell’International Organization on Migration (Iom) in collaborazione con Organizzazioni non governative, soprattutto quando si tratta di gestire il destino dei minori o il rimpatrio di un malato.

Gli albanesi rimpatriati

Come si vede dal grafico la nazionalità che più ha beneficiato di questi programmi è quella albanese, in crescita tra il 2015 e il 2016 quando 42mila persone sono rientrate. Seguono gli ucraini e i kosovari. La crescita del rimpatrio degli immigrati provenienti da Afghanistan, Pakistan, Nigeria e Iraq è dovuta alla nascita, soprattutto in Germania, di programmi specifici per le persone provenienti da questi Paesi.

I dati si riferiscono al: 2015-2016

Fonte: Parlamento europeo

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