In Fisco e tasse

I dati sulla spesa pubblica per regioni. Trento e Bolzano al top per trasferimenti

Quali sono le Regioni italiane che ricevono più soldi dallo Stato? Non è facile scoprirlo perché non ci sono solo i trasferimenti diretti, ma anche le spese per gli stipendi, oppure per costruire un’autostrada: anche queste spese devono essere divise per le regioni verso le quali vengono erogate.
Il ministero dell’Economia è riuscito a farlo per 258 miliardi e 690 milioni dei 563 miliardi e 115 milioni pagati per le operazioni finali dallo Stato centrale nel 2014. Si è trattato di una parte importante dell’intera spesa pubblica dello Stato, che supera 800 miliardi l’anno.

La fetta più grande della spesa

I risultati di questa suddivisione della spesa pubblica (anzi: come detto, di una parte) sono indicati nella tabella sopra.

Depurando i dati dagli interessi sul debito pubblico, si scopre che la fetta più grande dei 219 miliardi e 583 milioni circa della spesa regionalizzata finisce al Lazio:  il 16,42%. Più di quanto finisce alla Lombardia, che ne riceve il 10,3%, sebbene quest’ultima abbia un numero di abitanti quasi doppio.

C’è da stupirsi? Non molto, in fondo: la presenza di ministeri e di tutte le principali istituzioni dello Stato fa del Lazio la regione più dipendente dai trasferimenti dello Stato.

Seguono la Sicilia con il 9,93%, la Campania con il 9,72%. Via via poi vengono tutte le altre regioni, fino a quelle più piccole come Molise e Valle d’Aosta.

La spesa pro-capite

Se la spesa regionalizzata in termini di trasferimenti totali non riserva particolari sorprese, molto più interessante è verificare a quanto ammontano i trasferimenti statali in termini pro capite.

Si scopre, infatti, il grande privilegio della spesa pubblica per le regioni a statuto speciale. Al primo posto vi è la provincia di Bolzano, seguita da quella di Trento e dalla Val d’Aosta. I cittadini di queste regioni ricevono più dei residenti nel Lazio, ovvero 8.964 euro per gli altoatesini contro i 6.132 per i laziali.

Seguono Friuli, Sardegna, Sicilia, tutte regioni a statuto speciale.

Il Molise, dopo il Lazio, è la prima regione ordinaria. Le regioni più grandi e ricche del Nord (Veneto, Emilia Romagna, Lombardia) vengono per ultime. I cittadini lombardi ricevono solo 2.265 euro pro-capite, 4 volte meno dei vicini bolzanini.

Questi numeri spiegano in parte le ottime performances del Trentino Alto Adige, spesso in testa alle classifiche per occupazione o Pil. I dati aiutano a capire anche la spinta ricevuta dalla spesa pubblica per le regioni a statuto speciale.

Il Pil regionale, ma “statale”

C’è poi un altro parametro che  può aiutare a comprendere l’iniquità della spesa pubblica regionalizzata: quello dei trasferimenti rispetto al Prodotto interno loro delle Regioni beneficiarie.

La spesa pubblica, o meglio questa parte ridotta che è stata usata per la regionalizzazione dei dati, incide per ben il 25,77% del Pil sardo e solo per il 6,46% del Pil lombardo.

Ai primi posti, ancora prima di Trento e Bolzano vi sono la Calabria, la Sicilia, con la spesa sopra il 25% anche per loro, e poi Campania, Basilicata, Molise, Puglia, con più del 20%.
Una minoranza delle regioni conta sullo Stato per meno del 13,62% del Pil, livello medio italiano. Si tratta in particolare le solite Veneto, Emilia Romagna, Lombardia dove la spesa incide meno del 10%

I dati si riferiscono al: 2014

Fonte: Mef

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