In Soldi

La sua dichiarazione è più alta del 10% rispetto a quella dell’imprenditore

L’evasione fiscale è quella cosa che permette a un imprenditore, ad un commerciante, a un libero professionista di dichiarare guadagni inferiori a quelli dei loro dipendenti. Giusto? L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato i dati sulle dichiarazioni dei redditi degli italiani nel 2016 (riferiti ai redditi 2015) che permettono di verificare, numeri alla mano, se le cose stanno davvero così.

I redditi dei dipendenti…

Nel 2015, in media, i dipendenti (statali compresi) in Italia, che sono poco più di metà dei contribuenti (20.879.740 su 40.770.277) hanno guadagnato 20.660 euro a testa. Ci sono state però delle marcate differenze regionali: infatti si è andati dai 24.740 euro della Lombardia ai 14.670 euro della Calabria.

La Lombardia è stata prima anche nel numero di dichiarazioni (indicate dalla frequenza) 3.785.590. Anche in termini di gettito totale (l’ammontare), cioè per quel che riguarda la quantità totale di tasse incassata dallo Stato dai dipendenti, la Lombardia è risultata prima con 93 miliardi e 639.177.000 euro. Il totale nazionale ha superato i 431 miliardi di euro, invece.

Dopo la Lombardia a livello di reddito si trovano il Piemonte, con 22.350 euro a testa, e il Lazio, probabilmente per la concentrazione di istituzioni pubbliche, con 22.340 euro. Prima della Calabria, agli ultimi posti invece si posizionano la Puglia, con 16.060 euro, e la Sicilia, con 16.510.

… e quello degli imprenditori

Qui le cose si fanno interessanti. Questa categoria di contribuenti è divisa tra coloro che usano la contabilità ordinaria e quelli che utilizzano quella semplificata. La differenza sta nell’ammontare dei ricavi. Ricorrono alla prima coloro che superano i 700mila euro annui, o 400mila euro se si tratta di imprese di servizi. La seconda categoria viceversa è appannaggio di chi rimane al di sotto di tali limiti.

Il numero degli imprenditori a contabilità semplificata, 1.500.624 persone, è stato 10 volte superiore a quello degli imprenditori a contabilità ordinaria, 134.458. Questo dato ci dice molto sul tessuto economico del nostro Paese, siamo ancora un’economia fatta di imprese piccolissime.

Naturalmente, in media gli imprenditori in contabilità ordinaria dichiarano un reddito superiore, ma alla fine il gettito totale (l’ammontare) di quelli “semplificati” è ugualmente superiore, 27 miliardi e 872.990.000 contro 4 miliardi e 806.037.000. In pratica i micro-imprenditori portano nelle casse dello stato 6 volte di più di quanto versato da quelli più grandi. Naturalmente il gettito delle imprese stesse sarebbe tutta un’altra storia, qui si valuta solo quello degli imprenditori come persone fisiche.

Allora è interessante osservare quanto in media in ogni regione gli imprenditori ordinari e quelli semplificati guadagnano più o in meno rispetto ai dipendenti. Ecco i dati stando alle dichiarazioni dei redditi degli italiani nel 2016.

Ricchi & Poveri

E qui arriviamo al punto: vediamo, cioè, il confronto in media in ogni regione tra imprenditori e dipendenti.

Se consideriamo gli imprenditori ordinari (cioè quelli più “ricchi”,) la media nazionale dice che guadagnano il 72,99% in più dei dipendenti, come mostra la tabella sopra. Il grafico indica la differenza di reddito tra gli imprenditori “ordinari” rispetto ai dipendenti. Nelle regioni del Nord si trovano i divari maggiori. In Valle d’Aosta si ha un più 122,77%, in Piemonte più 118,21% e in provincia di Bolzano più 118,75%. Vuol dire che in queste zone gli imprenditori guadagnano più del doppio dei dipendenti

Al Centro-Sud le differenze diminuiscono: in Umbria gli imprenditori a contabilità ordinaria sono più ricchi dei dipendenti solo del 20,98%, in Molise del 37,61%, nelle Marche del 44,61%.

La realtà è che tra gli imprenditori “ordinari” del Nord e del Sud vi è più diseguaglianza che tra i dipendenti del Nord e quelli del Sud: si va, almeno dai 23.410 euro di reddito degli umbri ai 48.770 euro dei valdostani, più del doppio. Cosa che non succede invece per i dipendenti, che, considerando anche le differenze regionali, hanno redditi più omogenei.

I redditi dei piccoli

Le differenze di guadagnati si attenuano se si prendono in considerazione i dati degli imprenditori “semplificati” e quelli dei dipendenti. Le dichiarazioni si avvicinano non solo a livello di cifre, ma si nota anche una maggiore omogeneità nella distribuzione regionale. La Calabria è la regione più povera, con una dichiarazione media dei “semplificati” di 12.200 euro, mentre la più ricca è la provincia di Bolzano, con 23.310 euro, seguita dalla Lombardia, con 22.940 euro.

Come si vede nel grafico sopra (che indica la differenza di reddito tra imprenditori “semplificati” e dipendenti), il Trentino Alto Adige è l’unica regione in cui anche gli imprenditori semplificati hanno presentato dichiarazioni più alte dei dipendenti, più 14,88% a Trento e più 12,07% a Bolzano. Certo, anche in Veneto, per esempio, i piccoli imprenditori sono più ricchi dei dipendenti, ma solo del 0,88%.

In media i piccoli imprenditori dichiarano il 10,12% in meno rispetto ai dipendenti. Sono state registrate punte del meno 25% e del meno 24% rispettivamente in Lazio (probabilmente per l’alto livello delle retribuzioni dei dipendenti) e Molise. 

Del resto si tratta di titolari di aziende che fatturano pochissimo, poche centinaia di migliaia di euro nei casi migliori. E nel computo non sono inseriti i più di 166 mila imprenditori che dichiarano perdite

Il Sud soffre sempre di più

In verità, come abbiamo visto, al Nord le differenze tra le dichiarazioni dei redditi degli italiani  imprenditori rispetto ai dipendenti sono minori. Sia in Trentino che in Veneto i micro imprenditori guadagnano di più dei dipendente, mentre in Piemonte, Friuli, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Marche, Sardegna le discrepanze sono inferiori alla media. Tutto considerato i numeri ci dicono che nel Mezzogiorno essere un piccolo imprenditore è ancora molto più difficile che nel resto dell’Italia.

La crisi e l’andamento dei redditi degli italiani

Da notare che comunque i redditi dei titolari di Pmi sono stati inferiori non solo a quelli degli imprenditori più grandi e a quelli dei dipendenti, ma anche ai redditi degli autonomi e alla media italiana generale. Basta confrontare la prima coppia di colonne (reddito dei dipendenti) e la quarta (reddito degli imprenditori semplificati) nel grafico sotto.

Tuttavia rispetto al 2014 sono stati proprio gli imprenditori a mettere a segno gli aumenti maggiori nel reddito, +13,3% per gli ordinari, e +8,6% per quelli semplificati. Un dato in netto contrasto con il calo del 0,2% di quello dei dipendenti, come mostra il grafico sotto.

D’altra parte nelle fasi di ripresa è normale che siano proprio i redditi degli autonomi e dei liberi professionisti, che hanno un andamento delle entrate molto più erratico, a crescere di più.

È altrettanto vero che in recessione sono proprio autonomi e imprese a soffrire molto più rispetto a chi ha un reddito fisso. Comunque è ancora presto per sapere se quello visto tra 2014 e 2015 è un trend che si consoliderà in futuro.

I dati si riferiscono al: 2015

Fonte: Agenzia delle Entrate

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