In Crisi&Ripresa

Ecco come ci hanno valutato le tre maggiori agenzie internazionali dal 1986 a oggi

Se la considerazione di cui l’Italia gode presso le agenzie di rating internazionali venisse visualizzata si vedrebbe una lunga inesorabile discesa. E’ quello che ha fatto Truenumbers.

I voti trasformati in numeri

Il grafico sopra, infatti, mostra l’andamento dei “voti” che le tre maggiori agenzie di valutazione della qualità del debito sovrano hanno attribuito all’Italia dal 1986 ad oggi. Le tre agenzie sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch le quali esprimono la loro valutazione assegnando delle lettere alla qualità del debito: tutte partono dalla tripla A (“AAA”) ma con scale diverse per ognuno.
Truenumbers ha trasformato le lettere in numeri partendo da un massimo di 21 per la “AAA” di Moody’s fino a 1 per la “C”, che è parere peggiore assegnato dall’agenzia americana. Per Standard & Poor’s si parte da un massimo di 25 fino ad un minimo di 1 per la sua “D”. Per Fitch si parte da un massimo di 22 a 1 per la “D”.

Non vengono presi in considerazione gli “outlook”, cioè le “previsioni” che ogni singola società di rating assegna all’andamento dell’economia e della solidità del debito. Nel grafico sono, in altre parole, indicati solo i valori numerici del voto vero e proprio.

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Quando avevamo il rating “tripla A”

Il risultato è il grafico sopra. Nel 1986 Moody’s (linea blu) assegnava al debito pubblico italiano una valutazione pari a 21, cioè il massimo, la famosa e agognatissima “tripla A”. Nel corso del tempo il voto è sceso fino a 13, corrispondente ad un voto “Baa2”. All’interno di questo lasso di tempo Moody’s ha aumentato il voto all’Italia nel 1997 (18 pari a un voto “Aa3”) e nel 2002 (19 pari a “Aa2”).
Fitch è partita nel 1994 con un punteggio pari a 20 (corrispondente a un voto di “AA”) mentre ora, nel 2016, assegna all’Italia un voto corrispondente a 15 (“BBB+”) con una promozione sola, nel 2002. Infine Standard & Poor’s: nel 1988 aveva un voto di “Aa+” pari ad un indicatore numerico di 24 mentre oggi il voto è pari a “BBB-” cioè un valore numerico di 16. Peraltro Standard & Poor’s è l’unica agenzia di rating che non ha mai promosso l’Italia.

I dati si riferiscono al: 1986-2016

Fonte: Dati delle singole agenzie

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