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Raccomandazioni Ue

Ha rispettato un terzo degli “ordini” di Bruxelles, più di tutti i Paesi Ue

La nuova data-capestro per i conti pubblici italiani è fissata per aprile. Il 15 aprile, per l’esattezza. Quel giorno il governo italiano deve presentare a Bruxelles un “piano credibile” per raggiungere il pareggio di bilancio nei tre anni successivi.

Se gli impegni dell’Italia non saranno ritenute sufficienti, Bruxelles potrebbe inviare quelle che tecnicamente si chiamano “Raccomandazioni specifiche”, cioè dei richiami che porrebbero l’Italia, e gli altri Paesi eventualmente destinatari (come la Francia, per esempio) in una posizione di subalternità rispetto all’Europa, seppur in mancanza dell’avvio di un vero e proprio commissariamento delle finanze pubbliche, che potrebbe avvenire dopo l’esame del Def che avverrà nei mesi successivi

Cosa sono le raccomandazioni specifiche

L’Italia negli anni passati è stata destinataria di molte “raccomandazioni specifiche” e in diversi casi ha deciso di seguire le indicazioni della Commissione europea. Anzi, come si vede nella tabella, nel 2015 l’Italia è stato il Paese che più di tutti ha deciso di sottostare alle osservazioni comunitarie, contrariamente a quello che la “narrazione” dei “pugni sul tavolo” potrebbe suggerire.

L’Italia ha fatto “Full/substantial Progress” riguardo a 2 raccomandazioni specifiche, più di tutti gli altri Stati dell’Unione che, invece, hanno deciso di non seguire le indicazioni comunitarie visto che la prima colonna della tabella mostra una serie infinita di desolanti “zeri” interrotta solo dalla Spagna, che ha fatto sostanziali progressi riguardo a una sola Raccomandazione.

La Francia di Francois Hollande, ad esempio, pur destinataria di ben 6 Raccomandazioni (come l’Italia), non ha fatto sostanziali progressi riguardo a nessuna, così come la Croazia. Menefreghismo totale anche da parte della Germania di Angela Merkel e, in parte, della Gran Bretagna di David Cameron.

I diktat di Bruxelles

Invece l’Italia a ottemperato ad un terzo delle Raccomandazioni comunitarie; ha fatto “alcuni progressi” su altre due e nessun progresso sulle ultime due.

Tu chiamala, se vuoi, democrazia – guarda la puntata di #Truenumbers dedicata all’Europa

Nello specifico: sostanziali progressi sono stati fatti per quanto riguarda la riforma della corporate governance bancaria e del lavoro.

Alcuni progressi sono stati fatti nel campo dell’uso dei fondi europei e della riforma della pubblica amministrazione mentre nessun progresso è stato fatto per quanto riguarda le privatizzazioni, la spending review e le liberalizzazioni.

I dati si riferiscono al: 2015
Fonte: Commissione Ue

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