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 pensioni autonomiEcco gli ultimi dati: tra gennaio e febbraio 2016 la differenza si è allargata ancora

Lavoratori pubblici contro autonomi: 1 a zero nella partita dell’età della pensione. Se nel 2010 i lavoratori autonomi potevano alzare i calici per brindare all’addio della vita lavorativa a poco più di 63 anni contro i quasi 65 dei più sfortunati dipendenti della pubblica amministrazione, nel giro di sei anni la situazione si è completamente ribaltata a loro svantaggio.
I dati più recenti
Stando agli ultimi dati forniti dall’Inps (Istituto nazionale di previdenza sociale), infatti, nel periodo che va da gennaio a febbraio del 2016, per i lavoratori autonomi l’età pensionabile è drasticamente cresciuta a poco più di 67 anni. Contrariamente a quel che si pensa, peraltro, sono le donne lavoratrici autonome ad andare in pensione più tardi dei “colleghi” maschi: l’età è salita a 67 anni e mezzo, rispetto ai quasi 67 degli uomini nello stesso periodo da gennaio a febbraio 2016 e contro i poco più di 61 e mezzo delle donne nel 2010.
I dipendenti pubblici se la cavano meglio
Le cose vanno decisamente meglio per i dipendenti pubblici, la cui età della pensione, nel giro di sei anni, è salita molto meno, passando da quasi 65 nel 2010 a poco più di 65 anni a gennaio e febbraio di quest’anno. Insomma, oggi chi lavora per lo Stato riesce a dire addio alla vita professionale due anni prima di chi svolge un’attività come autonomo. Anche nel caso dei dipendenti pubblici c’è da notare come le donne vadano in pensione più tardi, a quasi 66 anni (erano nemmeno 64 nel 2010) rispetto ai quasi 65 degli uomini.
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La riforma Fornero
Leggere e interpretare questi dati è complesso per i molteplici fattori che influenzano il quadro e il periodo di riferimento. Tuttavia, tra questi, si può menzionare (e non è una novità) la crisi economica e finanziaria, che potrebbe avere spinto gli autonomi a rinviare l’età della pensione. Soprattutto, però, la riforma Fornero, che ha scompaginato totalmente le carte del sistema pensionistico italiano, innalzando l’età dell’addio al lavoro per tutte le categorie di professionisti. Il problema potrebbe essere risolto da una nuova riforma pensioni della quale si sta parlando da oltre un anno senza però, essere arrivati ancora ad una conclusione. La nuova riforma prevederebbe la possibilità di andare in pensione quando si vuole: è una novità avanzata dal presidente dell’Inps Tito Boeri, a fronte della quale il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha sempre opposto il problema della mancanza di risorse economiche. In ogni caso, stanti così le cose, le ultime notizie provenienti dall’Inps dimostrano chiaramente che la riforma Fornero ha colpito i lavoratori pubblici molto meno degli autonomi.
I dati si riferiscono al: 2010-2016 (febbraio)
Fonte: Inps
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