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La Danimarca è arrivata al 46,6%. A seguire Francia, Belgio, Finlandia, Austria. I dati Ocse

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo per il secondo anno consecutivo ha pubblicato il Rapporto sulle riforme fiscali nei 35 paesi membri. I dati sono stati forniti da 32 stati membri, ancora non sono stati resi noti quelli di Australia, Giappone e Polonia.

La relazione di quest’anno riguarda le riforme fiscali che sono state attuate, legiferate o annunciate nel 2016. Sono stati inclusi anche due paesi non OCSE, Argentina e Sudafrica. L’Organizzazione ritiene che il monitoraggio delle politiche fiscali e la comprensione del contesto in cui sono state intraprese siano fondamentali per sostenere i governi nella valutazione e nella progettazione delle riforme fiscali.

Le riforme fiscali nei 35 paesi OCSE

 

Il grafico in alto mostra come nel 2015 sono variati in modo importante i ricavati in tasse. In particolare i dati rappresentano il rapporto tra il gettito fiscale e Pil nei diversi stati presi in esame, questo vuol dire che è stato calcolato il tasso di prodotto interno lordo ricavato dalle tasse dei contribuenti.

La Danimarca è stata lo Stato che ha raggiunto la percentuale di ricavi da tasse rispetto al Pil più alto di tutti gli altri paesi, infatti è stata del 46,6%. Subito alle sue spalle si trovano la Francia (con 45,5%) e il Belgio (44,8%). I primi sette posti sono stati occupati da paesi che hanno superato il 40% di tasse sul Pil, l’Italia è stato il settimo tra i paesi Ocse con i ricavi più alti rispetto al prodotto interno (43,3%).

All’estremo opposto delle classifica si trovano invece l’Irlanda (23,6%), il Cile (20,7%) e il Messico (17,4%).

Le tasse continuano a salire

Il trend della tassazione stando ai dati preliminari diffusi dall’Ocse è in continuo aumento. Tra il 2014 e il 2015 infatti la media dei ricavi da tasse sul Pil stimata dall’Organizzazione è salita dello 0,1%, arrivando al 34,3%. Nel 2009, tra le altre ricadute della crisi finanziaria mondiale, questo tasso era sceso a 32,4%.

Il grafico qui sotto mostra come, tra il 2014 e il 2015, le entrate fiscali siano aumentate in 25 dei 32 stati che hanno reso noti i propri dati. Le colonne rappresentano la percentuale di tasse sul Pil del 2014 mentre la linea rossa quelle del 2015. In Messico ad esempio si è assistito ad una crescita record del +2,3%, il gettito fiscale messicano resta però uno dei più bassi al mondo. La Danimarca e la Norvegia sono stati gli unici paesi del gruppo che hanno ridotto le loro entrate fiscali, nonostante questo la Danimarca, come abbiamo visto, è stata quella con i maggiori ricavi da tasse.

Il tracollo del 2009

L’ultimo grafico mostra l’andamento della tassazione nei diversi stati membri dal 2009 al 2015. Nel rapporto dell’Ocse sulle riforme fiscali infatti è stato sottolineato come il tasso di crescita dei ricavi da tassazione sul Pil abbia subito un tracollo nel 2009.

I dati contenuti nel grafico mostra come  proprio la discesa brusca delle entrate fiscali in tutti gli stati, fatta eccezione per la Corea del Sud (+0,5% di crescita dei ricavi delle tasse sul Pil). Già dal 2010 in quasi tutti i paesi si è avuto un nuovo aumento, in alcuni come il Cile addirittura del 30,4% e in Turchia del 22,7%.

Solo in 5 paesi Ocse il tasso è rimasto negativo anche nel 2010: Estonia (-0,9%), Grecia (-0,7), Ungheria (-1,4%), Irlanda (-2,5%) e Lettonia (-3,9).

I dati si riferiscono al: 2009-2015

Fonte: Ocse

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