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Sarri fa giocare le stesse persone per l’83,4% del tempo, Allegri solo per il 71%

Napoli-Juventus si sfidano stasera 1 dicembre nel secondo anticipo della 15esima giornata di Serie A. Il match è d’alta quota: la squadra allenata da Maurizio Sarri guida la classifica del campionato italiano con 38 punti, la Juventus è terza (34). La partita si preannuncia spettacolare e non solo perché i bianconeri possono accorciare sulla vetta: saranno una di fronte all’altra due delle realtà più esaltanti del pallone italiano.

Il Napoli gioca molto bene, la Juventus è concreta e da anni vince in A senza temere paragoni. Guardando le statistiche del Cies – Football Observatory, un centro studi indipendente dedicato al calcio, si può capire qualcosa in più delle squadre che scenderanno in campo e degli allenatori che siedono in panchina.

Napoli-Juventus statistiche

La macchina-Sarri ad occhio nudo è quasi perfetta, spesso il suo calcio è ipnotizzante. Il segreto è nella solidità del blocco-titolari: gli 11 calciatori più presenti in campionato hanno giocato l’83,4% del monte-minuti stagionale. Pochissimi cambi e tanti schemi imparati a memoria; sostituiscono meno dei campani solo Chievo Verona (83,5% di presenze per i top-11), Lazio (85,8%) e Inter (90,3%). La media del massimo campionato italiano è 76,4%, con la Juventus che ottiene un valore inferiore: Allegri quest’anno sta sperimentando diverse soluzioni e gli 11 calciatori con più minuti nelle gambe hanno giocato appena il 71% del tempo a disposizione.

Il Napoli cambia poco

Certo, per costruire una squadra affiatata non bastano 15 giornate di campionato. Sarri lavora al suo Napoli da anni e in estate il club non ha avuto bisogno di fare grandi investimenti. La squadra è cambiata pochissimo e i risultati si vedono: l’impatto dei nuovi acquisti sui minuti giocati dal club è di appena l’1,5%. Il Napoli è la squadra con il valore più basso in Europa e distacca alla grande la Juventus.

I bianconeri dopo la seconda finale persa in tre stagioni avevano bisogno di un cambio d’aria negli spogliatoi: di nuovi ne sono arrivati e hanno giocato fino ad ora il 18%.

Il peso dell’estero

Quando si tratta di comprare, però, entrambe subiscono il fascino dell’estero – di certo non un bene per il pallone italiano. Come mostra il grafico, tra le due vince il Napoli: il club partenopeo ha schierato calciatori cresciuti in un’altra federazione per l’81,1% dei minuti giocati in questa stagione. Per la Juventus l’impatto degli expat scende al 71,8% sul totale dei minuti giocati. Entrambe, come si nota, sono ampiamente al di sotto della media italiana: 54,6 è la percentuale dei minuti in campo di calciatori stranieri nelle prime 14 giornate di A.

Solo l’Udinese ha schierato più stranieri per più minuti degli azzurri campani; ma il semi-record da esterofili non impedisce alla squadra di Sarri di primeggiare nella statistica per valorizzazione del vivaio: per il 9,4% dei minuti di campionato hanno giocato calciatori cresciuti in casa, soprattutto grazie a Lorenzo Insigne che da solo ha messo insieme 1.195 minuti (dato Transfermarkt).

Il confronto con la Juventus è impietoso: solo per l’1,3% dei minuti sono stati in campo giovani bandiere con almeno tre stagioni in bianconero tra i 15 e i 21 anni. La media della A è bassa: non si va oltre il 6,3%, al quintultimo posto in Europa.

Fonte: Cies Football Observatory

I dati si riferiscono alla Serie A 2017-2018

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