In Politici

Se dura più di 6 anni lo Stato paga. E la Cassazione non riesce a smaltire l’arretrato

Nel 2001 l’onorevole prodiano Michele Pinto ha dato il nome a una legge (“legge Pinto”) in base alla quale il cittadino che si ritiene danneggiato per l’eccessiva durata di un processo può chiedere il risarcimento allo Stato.

Giustizia ingolfata

Ovviamente non tutti i protagonisti dei 3,7 milioni di processi pendenti possono chiedere il risarcimento, ma solo quelli che rientrano nelle fattispecie della “legge Pinto”, ovvero, il cui processo dura da oltre tre anni per il primo grado, due anni per l’appello e un anno in Cassazione. E quanti sono questi processi? Esattamente 607.233. Il grafico sopra mostra il numero dei processi “a rischio Pinto” per i tre gradi di giudizio.

Alla fine del primo trimestre del 2017, cioè, ci sono 76.810 processi che giacciono in Cassazione e per i quali è possibile chiedere un risarcimento. Peraltro, come si vede, la Cassazione è quella che negli ultimi 5 anni non è riuscita a ridurre l’arretrato come invece sono riusciti i tribunali negli altri due gradi di giudizio. Nelle Corti d’appello i processi “a rischio Pinto” sono più di 131mila (erano quasi 200mila nel 2013). In primo grado, invece, i processi vecchi di almeno tre anni sono quasi 400mila.

Monti taglia i rimborsi

Ipotizzando che solo una persona per ogni processo chiedesse un risarcimento (eventualità che non succede mai), ci sarebbero, quindi, 607.233 richieste di risarcimento. Per evitare il rischio di dover rifare i conti del bilancio pubblico, nel 2012 sempre il governo Monti ha limitato questa possibilità e fissato un minimo (400 euro) e un massimo (800 euro) risarcibile per ogni anno di ritardo oltre i termini fissati per legge.

I dati si riferiscono al: 2012-2017

Fonte: Ministero della Giustizia

Leggi anche: Sorpresa, la giustizia si dà una mossa

Per quali motivi gli italiani litigano di più

 

Share with your friends










Inviare

Commenti

Start typing and press Enter to search