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Se dura più di 6 anni lo Stato paga. E la Cassazione non riesce a smaltire l’arretrato

Il Consiglio d’Europa ha riconosciuto gli sforzi compiuti dall’Italia per risolvere la questione dei ritardi giudiziari e del pagamento degli indennizzi stabiliti dalla Legge Pinto.

L’Ue ci promuove per i progressi sulle cause pendenti

Per capire di cosa si parla occorre fare un passo indietro. Nel 2001 l’onorevole prodiano Michele Pinto ha introdotto la legge sugli indennizzi per le lungaggini della giustizia italiana. La norma che ha preso il nome del deputato (“legge Pinto”)  regola i risarcimenti che i cittadini ritenuti danneggiati per l’eccessiva durata di un processo possono chiedere allo Stato.

Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, che deve vigilare sull’esecuzione delle sentenze della Corte, ha chiuso 119 fascicoli di condanna della Corte di Strasburgo sul tema della durata eccessiva dei processi italiani. Ed ecco che arriva il fatidico però. Il Comitato ha chiuso i fascicoli però ha sottolineato che ci sono restano dei problemi da risolvere. Uno riguarda ad esempio il fatto che la riforma Pinto abbia limitato i risarcimenti ai processi durati più di 6 anni nei tre gradi di giudizio.

Giustizia ingolfata dai processi a rischio risarcimenti

Ma vediamo i numeri dei processi dall’irragionevole durata in Italia.  Non tutti i protagonisti dei 3,7 milioni di processi pendenti nel nostro paese possono chiedere il risarcimento, ma solo coloro che rientrano nelle fattispecie della “legge Pinto”, ovvero, quelli il cui processo dura da oltre tre anni per il primo grado, due anni per l’appello e un anno in Cassazione. E quanti sono questi processi? Esattamente 607.233. Il grafico sopra mostra il numero dei processi a rischio risarcimenti per i tre gradi di giudizio.

Alla fine del primo trimestre del 2017 risultavano essere 76.810 i processi a rischio risarcimenti in Cassazione. Per altro, come si vede nel grafico, la Cassazione è quella che negli ultimi 5 anni non è riuscita a ridurre l’arretrato, cosa di cui sono stati capaci i tribunali degli altri due gradi di giudizio. Nelle Corti d’appello i processi “a rischio Pinto” sono stati più di 131 mila (ed erano quasi 200 mila nel 2013). In primo grado, invece, i processi vecchi di almeno tre anni sono quasi 400 mila.

Monti taglia i rimborsi

Ipotizzando che solo una persona per ogni processo chieda un risarcimento (eventualità che non si è mai avverata finora), ci sarebbero, quindi, 607.233 richieste di risarcimento. Per evitare il rischio di dover rifare i conti del bilancio pubblico, nel 2012 il governo Monti ha limitato questa possibilità e fissato un minimo (400 euro) e un massimo (800 euro) risarcibile per ogni anno di ritardo oltre i termini fissati per legge.

I dati si riferiscono al: 2012-2017

Fonte: Ministero della Giustizia

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