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L’Italia ha 3,5 milioni di lavoratori autonomi: maschi, over 40 e (spesso) con la terza media

La mappa mostra la percentuale di freelance sulla popolazione attiva. Con il termine “freelance” si intende un lavoratore autonomo senza dipendenti. Si tratta di una categoria molto varia, che va dai braccianti agricoli alla maggior parte degli artisti, fino ai consulenti aziendali e ai liberi professionisti come avvocati e commercialisti, purché senza dipendenti.

In Italia i freelance sono più della media

Nel nostro Paese i lavoratori freelance sono 3.450.900, 13,8% della popolazione attiva, in leggero calo di due punti rispetto al 15,8% del 2006. Il dato percentuale è sopra sia la media europea (9,2%) sia sopra la media dell’area Euro (8,4%). La percentuale è più alta solo in Grecia (17,3%), in Romania (15,3%) e in Turchia (14%). Il Paese che ne ha meno è la Danimarca (4%). Il 67,8% dei freelance, nel nostro Paese, sono uomini. E’ un dato leggermente superiore alle medie dell’Unione Europea (65,6%) e dell’Area Euro (64,5%). In Svizzera invece le percentuali di uomini e donne freelance sono praticamente pari: 50,7% e 49,3%.
In nessun Paese europeo le donne sono più degli uomini.
Il 35% del totale, in Italia, ha meno di 40 anni, in Europa i freelance under 40 sono il 33% del totale. Il Paese con più under 40 è la Slovacchia (43,9%).

In Italia quasi un terzo ha al massimo la terza media

In Italia il 31,8% non ha un diploma di scuola secondaria e quindi svolge probabilmente mansioni di basso livello, il 40,4% ha finito le superiori e il 27,8% ha una laurea o un titolo di studio ancora più elevato. Nell’Unione Europea i freelance con un livello culturale basso sono il 22%, i diplomati il 45,5% e i laureati o specializzati il 31,7%. Dello 0,8% non si conosce il titolo di studio. Quindi, nel nostro Paese, il numero di freelance con una modesta preparazione è di quasi 10 punti percentuali sopra la media. Il Paese dove hanno un più alto grado di istruzione è il Lussemburgo (57,4%). In Turchia, invece, il 79,7% è di basso livello culturale, in Portogallo il 63,7%.

I dati si riferiscono al 2015
Fonte: Eurostat

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