In Terrorismo

Ecco quanto conta davvero la Turchia, e perché il suo esercito è strategico

Il grafico rappresenta il personale militare degli eserciti dei Paesi europei che fanno parte della Nato (in migliaia).

L’esercito turco è più del doppio di quello francese

Il personale dell’esercito turco è di 463.000 unità. Si tratta dell’esercito più grande tra i Paesi Nato in Europa mentre, all’interno dell’Alleanza Atlantica, è secondo solo a quello degli Stati Uniti (1.311.000 unità). Il terzo esercito, per numero di soldati, è quello francese (207.000). In totale, il personale militare di cui dispone l’Alleanza è 3.249.000 persone. Questo vuol dire che circa uno su sette dei soldati Nato è turco.

Non è solo questione di numeri, ma di posizione geografica
Nato-in-Turchia

Come si vede dalla mappa, la presenza della Nato in Turchia è molto forte. Lo è sempre stata, a partire dalla Guerra Fredda, quando la Turchia confinava con l’Unione Sovietica (Georgia e Armenia). E’ comunque rimasta importante anche dopo il crollo del Muro di Berlino, perché confina con Iran e Iraq. Adesso, con la guerra in Siria, per la Nato proteggerla è diventato fondamentale. A partire dal 2013, la Nato ha disposto dei missili Patriot a Gaziantep, vicino al confine siriano, per intercettare eventuali missili lanciati contro il proprio alleato. All’inizio alla missione partecipavano anche Olanda e Germania, ma al momento l’unica batteria di missili Patriot in Turchia appartiene all’esercito spagnolo ed è protetta da circa 150 soldati.

La Nato non può rinunciare alle basi turche

L’esercito turco, nel 2015, ha annunciato di aver acquistato dalla Cina, per 4 miliardi di dollari, un sistema di missili difensivi a lungo raggio che avrebbe gestito in maniera indipendente dalla Nato. Dopo le pressioni degli Usa, all’inizio del 2016 ha invece chiarito che i nuovi missili saranno “integrati” nel sistema di difesa dell’Alleanza.
Se la Turchia decidesse di abbandonare la Nato, per diventare una potenza locale indipendente, subirebbe gravi conseguenze sul piano economico e della sicurezza, ma renderebbe anche molto difficile la politica militare americana nell’area. Per questo, gli Usa sono obbligati ad andare d’accordo con Erdogan, anche a costo di chiudere un occhio sulla questione “diritti umani”.

I dati si riferiscono al 2015
Fonte: Nato

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