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Il mondo è più uguale, le differenze di reddito aumentano all’interno degli Stati

 Si fa presto però a dire disuguaglianza! Anche perché non ne esiste una sola. Esistono le disuguaglianze tra i Paesi e le disuguaglianze all’interno di un Paese. E esiste anche una disuguaglianza prima delle tasse e anche dopo le tasse.

In Europa la minore disuguaglianza nel mondo

Cominciamo col dire che dal 1989 la disuguaglianza tra i redditi nel mondo è in calo. Il grafico sopra indica l’andamento dell’indice di Gini, che è la misura più usata per calcolare proprio la disuguaglianza. Ebbene: l’indice di Gini è, in realtà, sceso con un’accelerazione dal 2002, in particolare grazie al calo delle differenze di reddito in Africa, in America Latina e nell’ex Urss, ma anche per la minore differenza di reddito tra questi continenti, per esempio tra l’Asia e l’Europa.

In particolare: la linea arancione indica l’andamento delle diseguaglianze di reddito tra i cittadini di 128 Paesi del mondo. Come si vede: cala. Cala anche la differenza di reddito tra i cittadini dei Paesi africani, indicata con la linea viola. In crescita, invece, l’indice di Gini tra i Paesi dell’Asia (linea verde). In calo è anche la diseguaglianza tra i cittadini dei Paesi che facevano parte dell’ex Urss (linea rossa) che è allo stesso livello di quella dei Paesi dell’America Latina (linea azzurra) che però è in calo. La disuguaglianza tra i cittadini dei 28 Paesi Ue, linea blu, è, invece, stabile dopo la crescita della fine degli Anni ’90.

Il mondo meno diseguale

In parole povere: nel mondo vi è meno disuguaglianza perché nelle aree più povere del Sud del pianeta i redditi stanno salendo più velocemente che nel Nord ricco, e si stanno avvicinando tra loro. E in alcuni casi, in particolare Africa o America Latina, è calata anche la differenza di redditi anche tra i Paesi di quello stesso continente.

Con le tasse cambia tutto

Attenzione però, nel grafico qui sotto vediamo un altro criterio di misura della disuguaglianza, ovvero non quella tra i redditi originari, ma tra quelli risultanti dopo i cambiamenti operati dalle tasse e dai trasferimenti, ovvero dopo il prelievo di risorse dai più ricchi allo scopo di fornire pensioni o sussidi e welfare ai più poveri.

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Ebbene, se prendiamo in considerazione questi fattori il calo della disuguaglianza tra 128 Paesi del mondo (linea arancione) è ancora maggiore. L’indice di Gini cala in tutti i continenti tranne che in Asia (linea verde). Significa che in quel continente le politiche redistributive non sono così “forti” come nel resto del pianeta.

In Europa (linea blu) le tasse permettono di redistribuire i redditi meno di quanto non lo permettano nei Paesi dell’ex Urss (linea rossa) e in quelli dell’America Latina (linea azzurra) ma solo perché nella Ue  la diseguaglianza è già bassa anche prima che intervengano le tasse.

La disuguaglianza tra Paesi e quella all’interno dei Paesi

Poi esistono le disuguaglianze “within country”, ovvero all’interno del singolo Paese. Il grafico qui sotto si riferisce ai 28 Paesi della Ue e spiega bene come la disuguaglianza di reddito, indicata con la linea blu che rappresenta l’andamento dell’indice di Gini, siano calate dagli Anni ’90 ad oggi. E spiega anche molto bene quali sono le componenti che hanno influenzato il calo.

La linea da guardare con attenzione è quella rossa, che indica l’andamento della diseguaglianza all’interno dei singoli Paesi. Ebbene: è in crescita, e non è contraddittorio con il fatto che l’indice di Gini che mette a confronto le disuguaglianze tra i vari Paesi sia in calo, perché significa che i redditi si allargano all’interno degli Stati ma non tra Stati.

Tanto è vero che la differenza tra i redditi percepiti dai cittadini dei vari Paesi tendono a convergere, come mostra la linea verde, in discesa dagli Anni ’90 ad oggi. Poca influenza nel calo dell’indice di Gini è, invece l’andamento del numero dei cittadini residenti nei vari Paesi, indicata dalla linea arancione. L’interazione tra i tre fattori sopra elencati è indicata dalla linea azzurra.

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Tradotto in parole povere: i redditi di Polonia, Ungheria, Repubbliche Baltiche man mano si sono avvicinati a quelli di Francia, Germania, Italia, però all’interno di tutti questi Stati i più poveri sono divenuti un po’ più poveri, e i più ricchi un po’ più ricchi. E nel complesso la disuguaglianza in Europa ha smesso di calare.

I dati si riferiscono al: 1990-2015

Fonte: Bruegel

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