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In Germania il tasso di occupazione dei neolaureati è il doppio che in Italia

Il grafico racconta due storie e in entrambe noi arriviamo per ultimi. Ecco la prima: quanti neolaureati trovano lavoro in Italia? La metà che a Malta o in Germania. Nel 2015, infatti, il tasso di occupazione dei laureati tra i 20 e i 34 anni è stato da noi del 48,5%, molto sotto la media Europea del 76,9% e lontanissimo dai primi in classifica, Malta con il 95,1% e la  Germania con il 90,4%. Detto altrimenti: chi finisce l’Università in questi Paesi è quasi certo di trovare un lavoro nei tre anni successivi al diploma. Al contrario, chi si laurea in Italia in un caso su due resterà disoccupato per tre anni.

L’obiettivo è lontano

Dire che siamo lontani dagli obiettivi fissati dall’Europa è un eufemismo. La Cooperazione comunitaria nel settore dell’istruzione e della formazione (per tutti: ET 2020), ha infatti fissato all’82% il tasso di occupazione dei neolaureati da raggiungere entro il 2020. La rincorsa per noi sarà lunga. Sono invece già arrivati Germania e Malta, Paesi Bassi e Austria, Svezia, Regno Unito, Lussemburgo, Repubblica Ceca e Lituania.

Si stava meglio 10 anni fa

Veniamo alla seconda storia, che comincia dieci anni fa. La tabella, infatti, mostra anche un confronto fra il tasso di occupazione dei neolaureati nel  2005 e  quello nel 2015. Che sia migliorato? Macché. La media totale dei 28 Paesi non è cambiata di molto, anzi, era del 76,5% nel 2005 ed è praticamente la stessa (76,9%) nel 2015. Ma da noi la percentuale è crollata: meno 15%. “Colpa della crisi del 2008 e del forte impatto che ha avuto sull’accesso al mercato del lavoro dei laureati”, commenta Eurostat. Sarà, ma di certo con il nostro -15% andiamo peggio di Spagna, Portogallo e Irlanda, gravemente colpiti dalla crisi come e più di noi ma con una flessione dell’occupazione che rimane arginata sui 10 punti.

I dati si riferiscono al: 2005 – 2015
Fonte: Eurostat

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