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Il 48% dei Paesi sono autoritari. I peggiori sono Sudan, Eritrea e Somalia 

Sono 23 i Paesi dell’Africa considerati sufficientemente democratici, 21, invece, sono quelli autoritari. È quanto emerge da report 2016 di Bertelsmann Stiftung, condiviso dall’Unione europea, che valuta la diffusione della democrazia nei paesi africani. Il centro studi tedesco ha giudicato lo status politico delle nazioni in via di sviluppo con una popolazione maggiore ai 2 milioni di abitanti (fatte salve alcune eccezioni). In Africa sono state analizzate, quindi, 44 realtà, su un totale di 54 stati che compongono il Continente.

Mauritius e Botswana mettono insieme un coefficiente superiore a 8 e possono essere considerate democrazie consolidate; anche Ghana (7,90), Namibia (7,75), Sud Africa (7,60), Benin (7,55) e Senegal (7,15) ottengono risultati soddisfacenti e superano l’esame anche se molti Stati del Continente non superano quello sulla tolleranza.

Democrazia nei paesi africani

Il Bertelsmann Stiftung’s Transformation Index (Bti) fotografa la realtà di una nazione secondo 17 diversi criteri che spaziano dalla cultura politica alla crescita economica. Per quanto riguarda la democrazia, viene concessa la sufficienza a tutti gli stati che ottengono un punteggio complessivo superiore a 5. Al di sotto si è considerati paesi autoritari.

Le ultime tra le nazioni africane che superano l’esame del Bti sono Nigeria e Madagascar che si fermano a 5,40 punti indice. Dal duo Algeria-Togo (4,80) in giù è bocciatura. Sudan, Eritrea, Somalia e Libia sono agli ultimi posti, non solo del ranking africano: sono considerate tra le nazioni in via di sviluppo messe peggio, con Sudan ed Eritrea che registrano una performance complessiva inferiore a quella della martoriata Siria.

La mappa sopra, invece, mostra le previsioni per i prossimi anni. Libia ed Egitto, che convivono da anni con un precario equilibrio politico, hanno un outlook negativo: caleranno rispettivamente di 1,75 e 0,98 punti. Al loro opposto ci saranno altre nazioni che, invece, riusciranno a migliorare la loro condizione: Guinea (+0,70), Madagascar (+1,03) e Mali (+1,60) hanno tutti gli indicatori in ordine per potersi aspettare un futuro migliore.

Democrazia nei paesi africani, chi migliora?

La stragrande maggioranza dei paesi con previsioni positive sono democrazie sufficientemente avanzate, ad eccezione di quattro paesi autoritari che partono da un coefficiente troppo basso per poter aspirare a qualcosa di significativamente migliore nel breve periodo – Sudan, Chad, Somalia e Repubblica democratica del Congo.

I dati si riferiscono al: 2015

Fonte: Bertelsmann Stiftung

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