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Più a rischio sono quelle grandi, con sede nel Centro Italia e con vocazione all’export

Difficile avere dati certi e affidabili sui cyberattacchi alle imprese private. Anche perché ogni volta che un virus prende di mira un sistema informatico ci si trova sempre impreparati. Quello che si è diffuso nel mondo in questi giorni, e che ha infettato centinaia di migliaia di computer di tutto il mondo, ad esempio, è riuscito a bloccare aziende, ospedali, centri di ricerca senza che nessun firewall potesse bloccarlo. Solo un ventenne inglese è riuscito a rallentare la diffusione dell’infezione.

Una ricerca esplosiva

Bankitalia, in un rapporto pubblicato a febbraio del 2017, ha realizzato una ricerca tra le imprese italiane per verificare quante di loro hanno subìto questo tipo di infiltrazioni. Ha poi corretto i risultati in base al fattore “reticenza” e anche a quello degli attacchi non rilevati. Ed ecco i risultati.

Complessivamente il 45,2% delle imprese italiane sono state vittima di almeno un cyberattacco tra il settembre 2015 e il settembre 2016. In queste aziende lavora il 56% della forza lavoro italiana complessiva. Bankitalia suddivide poi questi dati in diverse categorie come, ad esempio, l’area geografica di residenza delle imprese. Si scopre così che l’area dell’Italia dove le aziende sono più colpite è il Centro con oltre la metà delle Spa finite vittime seguite da quelle del nord Est, nord Ovest e Sud e isole.

Se si considerano i dati in base alla dimensione delle aziende si scopre che, come è logico, sono le grandi imprese quelle che rilevano più attacchi: il 62,8% di quelle che hanno oltre 500 dipendenti sono state bersaglio di cyberattacchi.

Infine i dati sono stati divisi in base alla percentuale di fatturato che derivia dall’export. In questo caso si scopre che le imprese più internazionalizzate sono quelle più a rischio. Il 48,5% delle Spa che, infatti, esportano più dei 2/3 del fatturato sono state nel mirino di un attacco informatico.

I dati si riferiscono al: settembre 2015-settembre 2016

Fonte: Banca d’Italia

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