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Le classi sociali dei 25 milioni 775mila nuclei italiani. Di questi, 6,4 milioni “sopravvivono”

In un solo grafico, ecco la suddivisione in classi sociali delle quasi 26 milioni di famiglie italiane. La fonte è il rapporto sulla situazione sociale italiana nel 2017 dell’Istat che è anche una fotografia delle classi sociali in Italia e permette di verificare quante sono le famiglie a rischio in Italia.

Le classi sociali che perdono

Per “leggere” la tabella bisogna partire proprio dalle circa 26 milioni di famiglie italiane. La prima importante suddivisione che ha realizzato l’Istat riguarda la situazione lavorativa: da una parte gli operai, gli atipici, gli inattivi e i disoccupati e, dall’altra, i pensionati, gli impiegati, i lavoratori autonomi i dirigenti, i quadri, gli imprenditori e i liberi professionisti. Del primo gruppo fanno parte 10 milioni 240mila famiglie e, del secondo, 15 milioni 535mila.

Otto milioni e 401mila famiglie del primo gruppo sono famiglie composte solo da italiani mentre in 1 milione 839 c’è la presenza di almeno uno straniero. Delle 8 milioni 401mila famiglie interamente italiane 1 milione 926mila sono composte da 4 o più persone e 6 milioni 475mila fino a 3.

Di queste, 3 milioni 552mila hanno il capofamiglia inattivo o disoccupato e in 2 milioni 923mila è invece operaio o lavoratore atipico. In altre parole sono proprio queste 6 milioni 475mila famiglie quelle che soffrono di maggiore disagio sociale.

Le classi sociali “vincenti”

Chi, invece fa parte dell’altro grande gruppo, quello composto da 15 milioni 535mila famiglie che si trovano in una situazione economica migliore, in 6 milioni 699 il capofamiglia ha solo la licenza media e 846mila sono composte da 4 o più persone mentre 5 milioni 852mila ne hanno fino a 3.

Le famiglie con il capofamiglia con un livello di istruzione superiore, diploma o laurea, sono 8 milioni 837mila: 4 milioni 582mila (2 milioni 399mila hanno il diploma e 1 milione 856mila la laurea) sono “guidate” impiegati o autonomi mentre 4 milioni 264mila sono pensionati, dirigenti, quadri, imprenditori o liberi professionisti.

In fondo alla tabella l’Istat quantifica, infine, le famiglie che fanno parte di ciascun gruppo sociale da cui risulta che 7 milioni 317mila famiglie (cioè le prime tre categorie a partire da sinistra), su un totale di quasi 26, sono quelle che appartengono a classi sociali più a rischio di esclusione sociale. E, come sempre, quelli che rischiano di più l’esclusione sociale sono i bambini.

Che cosa è il reddito nazionale

Ma quali sono le famiglie a rischio? Dal punto di vista statistico sono quelle che dispongono di un reddito equivalente inferiore al 60% del reddito mediano nazionale. Nel 2017 sono stati rilasciati i dati ufficiali relativi al 2015 e così si è potuto stabilire che il totale dei redditi dichiarati in Italia è pari a  833 miliardi di euro per un valore medio di 20.690 euro, in crescita dell’1,3% rispetto al 2014.

I redditi di dipendenti e pensionati rappresentano circa l’82% del reddito totale: il 52% è riferibile ai redditi dei dipendenti e il 30% a quello percepito dai pensionati.

I dati si riferiscono al: 2016
Fonte: Istat

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