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In tutto il mondo mancano i servizi igienici per 2,3 miliardi di persone

Il grafico ci mostra i Paesi dove è stato meno sentito il dilemma su quale bagno debba essere usato dai transgender.

Il problema ha attanagliato l’Occidente a tal punto che nel maggio del 2016 persino Barack Obama, allora Presidente degli Stati Uniti, prese posizione sulla questione: “In quale bagno debbono entrare i transgender?”

Le linee del grafico indicano quante persone, per chilometro quadrato di territorio, dispongono di un wc. In altre parole: 2,3 miliardi di persone il bagno non ce l’hanno e devono arrangiarsi come possono dietro a un cespuglio o in una latrina scavata alla meno peggio.

Le classifica dei Paesi senza wc

In India le persone che debbono, per forza, farla all’aperto sono state 569.397.200, 173 per chilometro quadrato. La densità della popolazione, infatti, è molto alta e la maggioranza degli indiani vive in case senza servizi igienici.  Per capire la mole del problema, bisogna provare a immaginare come sarebbe il parco di Villa Borghese a Roma (0,8 chilometri quadrati) se circa cento persone lo usassero come unica toilette tutti i giorni.

I successivi paesi senza wc in casa nella classifica sono parecchio staccati rispetto all’India: ad Haiti le persone senza bagno sono risultate essere 72 per chilometro quadro. In proporzione alla popolazione, il Paese che ha registrato i risultati peggiori è stato il Sud Sudan: in quel luogo il 93,3% degli abitanti non ha accesso all’acqua corrente.

Perché le donne vanno in bagno con le amiche?

In Occidente è noto che le donne tendono a recarsi in bagno insieme alle amiche. Da sempre, gli uomini occidentali se ne chiedono invano  il motivo.

Se da noi il mistero resta, nei Paesi dove i bagni in casa non ci sono la risposta è evidente: fare gruppo, per le ragazze, è questione di sopravvivenza, perché uscire e isolarsi in un boschetto aumenta il rischio di venir aggredite.

Intanto qualcuno qui si chiede angosciato:”E se un maniaco dice di essere transgender per entrare nel bagno delle donne?” Questa resta una domanda senza risposta, perché finora non è mai accaduto.

Il costo delle malattie è altissimo

Nei paesi senza wc in ogni abitazione il concetto di bidet, a maggior ragione, è ignoto e  le malattie dovute alla mancanza d’igiene sono diffusissime.

Potersi lavare le mani con il sapone eviterebbe il 68% delle morti per diarrea. Le malattie che si potrebbero prevenire dando a tutti un bagno con l’acqua corrente sono numerose e il costo delle cure sanitarie legato a questo tipo di malanni è stato stimato, a livello mondiale, in 260 miliardi di dollari. Si tratta quasi del doppio del valore degli aiuti versati dai Paesi ricchi al Terzo Mondo.

L’Onu si è posto l’obiettivo di dare una toilette decente a tutti entro il 2030. Magari per allora avremo risolto anche la fondamentale questione dei transgender.

I dati si riferiscono al 2014
Fonte: WaterAid

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