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In tutto il mondo mancano i servizi igienici per 2,3 miliardi di persone

Il grafico illustra i Paesi dove è meno sentito il problema che attanaglia l’Occidente e sul quale ha preso posizione persino il Presidente degli Stati Uniti: “In quale bagno debbono entrare i transgender?” Le linee indicano quante persone, per chilometro quadrato di territorio, dispongono di un wc. In altre parole: 2,3 miliardi di persone il bagno non ce l’hanno e devono arrangiarsi come possono dietro a un cespuglio o in una latrina scavata alla meno peggio.

Le classifica dei Paesi senza wc

In India, le persone che debbono, per forza, farla all’aperto, sono 569.397.200, 127 per chilometro quadrato. La densità della popolazione, infatti, è alta e la maggioranza vive in case senza servizi igienici.  Per capire la mole del problema, bisogna provare a immaginare come sarebbe il parco di Villa Borghese a Roma (0.8 chilometri quadrati) se circa cento persone lo usassero come unica toilette tutti i giorni.

I Paesi che seguono nella classifica sono parecchio staccati, rispetto all’India: ad Haiti le persone senza bagno sono 72 per metro quadro. In proporzione alla popolazione, il Paese dova va peggio è il Sud Sudan: il 93,3% degli abitanti non ha accesso all’acqua corrente.

Perché le donne vanno in bagno con le amiche?

In Occidente è noto che le donne tendono a recarsi in bagno insieme alle amiche. Da sempre gli uomini occidentali se ne chiedono invano  il motivo. Nei Paesi dove i bagni in casa non ci sono la risposta è evidente: fare gruppo, per le ragazze, è questione di sopravvivenza, perché uscire e isolarsi in un boschetto mette a rischio di venir aggredite. Intanto qualcuno qui si chiede angosciato:”E se un maniaco dice di essere transgender per entrare nel bagno delle donne?”. Domanda senza risposta, perché non è mai accaduto.

Il costo delle malattie è altissimo

Da quelle parti il concetto di bidet è ignoto e  le malattie dovute alla mancanza d’igiene sono diffusissime. Potersi lavare le mani con il sapone eviterebbe il 68% delle morti per diarrea. Il costo delle cure sanitarie per malattie che si potrebbero prevenire semplicemente dando a tutti un bagno con l’acqua corrente,  è stimato, a livello mondiale in 260 miliardi di dollari. E’ quasi il doppio degli aiuti versati dai Paesi ricchi al Terzo Mondo. L’Onu si è posto l’obiettivo di dare una toilette decente a tutti entro il 2030. Magari per allora avremo risolto anche la fondamentale questione dei transgender.

I dati si riferiscono al 2014
Fonte: WaterAid

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